Cambiamenti

15 ottobre 2010 at 10:02 am 2 commenti

È qualche tempo che medito sulla mia breve carriera e sui cambiamenti che ci sono stati.
Nel 2001 ho iniziato al CEFRIEL come sviluppatore Java. Mi reputavo anche bravo. Sognavo di fare l’architetto sw da grande. Un progetto dietro l’altro. Nuove architetture. Nuove tecnologie.
A ripensarci ora mi viene in mente un bimbo di quinta elementare che conobbi anni fa. Che mi chiese se in prima media avrebbe imparato le tabelline dell’11, del 12 e così via. Più si cresce più complicate son le tabelline.
E invece no. Il bello è fare altro.
Nel 2009 ho scritto la mia ultima riga di codice. Lo dico con un pochino di amarezza perché la passione per lo sviluppo ce l’ho nell’anima.
Ma si cambia.
Ora mi capita di stringere le mani a direttori e amministratori delegati. Nove anni. E fra altri nove?
Come le tabelline, pensavo si potesse non cambiare. Fare il proprio lavoro per venti, trent’anni. Gli stessi gesti. Le stesse parole. Si diventa esperti.
Come le tabelline.
Meglio? Peggio?
Mi chiedo solo. Come sto ora?
Ma anche come ci sono arrivato?
Un po ci si sente trascinati. Potevo dire di no a un progetto o a una difficoltà? La vera libertà è poter dire di no, dice greg roberts. E allora è vero non sono sempre stato libero.
Ma altre volte l’artefice sono stato io.
Non sai resistere e ti butti a pesce su una sfida. Non ti accontenti di essere sufficiente. E cambi.
E fra nove anni? E fra trenta?
Ho gusto nel non saper rispondere.
Si che non faro’ gli stessi gesti. Non dirò le stesse parole.
E forse, il non saper ancora rispondere alla domanda su cosa faro’ da grande è il miglior regalo che il mio lavoro mi potesse fare.

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2 commenti Aggiungi il tuo

  • 1. psantini  |  18 ottobre 2010 alle 16:48 pm

    Noto con piacere che negli ultimi 11 mesi la tua visione sul mondo è cambiata. In meglio? Penso di si…. ma solo tu puoi rispondere a questa domanda.
    Nel fratempo goditi i piccoli momenti d’estasi…

    Replica
  • 2. Paolo  |  30 novembre 2010 alle 11:41 am

    Posto che io sono offeso per non aver avuto il link del blog dal mio testimone di nozze, io seguo il mantra che vuole che l’importante sia essere sereni con se stessi e confidare che qualcuno o qualcosa stia connettendo i puntini.

    Se ora ti guardi indietro sei in grado di vedere la coerenza delle scelte che hai fatto e che ti hanno portato a questo punto, di sicuro non puoi guardare avanti e dire dove sarai domani. Diciamo che non sapere cosa farai da grande è un regalo della vita più che del lavoro secondo me.

    Ad oggi ad esempio se io dovessi pensare alla mia di carriera non potrei giudicarmi se non un fallito con tanta potenzialità ma non disposto a certi compromessi.

    Vorrà dire che sarò un fallito di lusso anche tra un mese? No (almeno spero), magari tutto cambia e le mie lacune in campo di tolleranza all’altrui mediocrità si riveleranno essere un plus per la mia di strada.

    Bacini

    Replica

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