il deploy di un tubo

24 Marzo 2008

Dopo aver installato una nuova canna fumaria e cambiato la caldaia (tutto a causa di minacciosi adeguamenti alle norme di sicurezza), mi trovo gentilmente obbligato a dover cambiare il tubo del gas che, essendo “pinzato” anzichè “saldato” mi rende tutto l’impianto incertificabile.

L’idraulico (tecnico) alla prima occhiata aveva detto “è un gran casino, per cambiare il tubo bisogna smontare tutta la cucina”. E già (dopo aver convinto la moglie che la conservazione della cucina in frassino era la mia massima priorità) avevamo preso contatto con i falegnami per capire l’entità dello sforzo. Ecco che a un secondo sopralluogo il capo dell’idraulico (consulente) afferma che “si può tranquillamente far passare il tubo sotto i mobili”, affermazione che sfida anche le conoscenze di geometria di un infante. Ma ci vogliamo credere e diamo il via. Eccoci a ieri, con l’idraulico (il tecnico) che entra in cucina con un bel “qui se non smontiamo tutto non combiniamo niente”.

Io (responsabile dell’infrastruttura) devo difendere lo status quo della qualità della mia cucina, per la quale ho speso i miei bei soldini qualche anno fa. Per contro, l’intervento evolutivo sul tubo non può essere rimandato. Dico “non si possono sfilare solo due armadietti lasciando stare la colonna e il lavello? almeno così non spostiamo nemmeno il piano di lavoro”. Questi tentennano, poi si decidono a cominciare.

Per tutta la mattina non fanno altro che dire “non si riesce mica a lavorare con sti mobili” o “meno male che stiamo riuscendo ugualmente, ma sembrava impossibile”. Durante il lavoro gli fornisco anche un asse di legno e della carta vetrata. Sul primo poggiano i tubi mentre li saldano (e se non l’avessi avuto dove avrebbero saldato? per terra?), con la seconda lisciano i tubi tagliati (ma gli strumenti di lavoro non se li dovrebbero portare loro?).

A un certo punto affermano “abbiamo finito, ora 1o minuti e controlliamo la tenuta così andiamo a mangiare”. Ovviamente la tenuta non tiene, “vediamo se c’è puzza di gas, rimisuriamo, magari è colpa dello strumento difettoso”. ci mettono un’ora per arrivare a chiudere il lavoro.

Conclusione io mi trovo il lavoro fatto ma ho anche

  1. l’impressione che se non avessi proposto io di togliere due armadietti, loro non avrebbero neanche iniziato portandomi a chiamare il mobiliere con un impatto enorme.
  2. l’idea che se non avessi fornito il legno, avrebbero saldato a terra o chissà dove.
  3. meno fiducia nel loro lavoro, dopo l’affermazione “10 min e andiamo” smentita in un minuto.
  4. meno fiducia nei loro strumenti dopo che hanno indicato una perdita, poi una leggera perdita e poi nessuna perdita.

Perchè scrivere di questo episodio? perchè mi son fermato a pensare a cosa pensano i clienti quando andiamo a installargli un prodotto (deploy in gergo):

  • per i tecnici è sempre un lavoraccio, per i consulenti una passeggiata
  • spesso è il cliente a suggerire una soluzione per togliere d’impiccio. A lui resta l’impressione di saperne di più, o comunque di avere le idee giuste.
  • i tecnici si lamentano di qualunque vincolo e lo rendono insormontabile. per il cliente i vincoli hanno un significato (la cucina sana, i firewall attivi) a cui difficilmente sono disposti a rinunciare o su cui rischiare.
  • i tecnici a volte improvvisano gli strumenti di lavoro (”aspetta che mi scarico l’ultima versione di sqlDeveloper”) e così perdono credibilità
  • immancabilmente a 5 minuti dalla fine qualcosa smette di funzionare e ci si perde la credibilità rimasta.

Ora, io ho vissuto più volte il ruolo del tecnico e so cosa significa. Questa volta ho vissuto la parte del cliente. Mi sono fermato a pensare e ho dato in un attimo tutta la mia solidarietà ai clienti che han subito negli anni i miei interventi. Un po’ più di sensibilità a piccoli particolari fa sì che, indipendentemente dal successo del risultato, la nostra credibilità agli occhi dei clienti sia sempre elevata.

Ah, del nuovo tubo sono soddisfatto comunque, son convinto che abbiano fatto un ottimo lavoro.

Entry Filed under: osservazioni. Tag: , , .

Leave a Comment

Required

Required, hidden

Some HTML allowed:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Trackback this post  |  Subscribe to the comments via RSS Feed


Categorie

Link

Meta